I
DOCENTI NON SONO DEGNI DI AVERE UN'AREA DI CONTRATTAZIONE SEPARATA
SECONDO I CONFEDERALI
A 14 mesi dalla scadenza dell'ultimo
contratto, i confederali con una lettera
del 14 febbraio scorso, presentano le prime esplicite richieste
contrattuali. Potete confrontarle con la nostra piattaforma. Balza
subito
all'occhio l'affermazione "Vale la pena, preliminarmente, di richiamare
il fatto che la composizione del comparto scuola è ormai
consolidata da tempo"; in altri termini, niente area separata di
contrattazione per i docenti. Evidentemente, quando si trattò di
separare l'area contrattuale dei presidi, grazie alla nuova etichetta
di "dirigenti", la "composizione del comparto scuola" non fu
considerata altrettanto "consolidata". C'è forse una categoria
forte che si fa più strada delle altre all'interno del
sindacalismo confederale?
I sindacati confederali attuano ancora una volta due pesi e due misure.
Con questo ennesimo rifiuto di un riconoscimento moralmente dovuto alla
categoria dei docenti, i Confederali la feriscono con un'ulteriore
mortificazione. Con
altri invece si danno molto da fare.
Qui non si tratta di 'volere' o 'non volere' l'area
contrattuale separata, così come non si può 'volere' o
'non volere' la libertà d'insegnamento; ci sono cose che, nel
quadro giuridico attuale, sono connaturate con una specifica funzione,
che non sono negoziabili.
Infatti la separazione delle aree contrattuali "per le figure
professionali che, in posizione di elevata responsabilità,
svolgono compiti (...) tecnico-scientifici e di ricerca" non
è un'invenzione della Gilda degli Insegnanti, ma una norma di
legge (il D.
L.vo 165/01, art. 40 comma 3). Si tratta solo di decidere se il
docente nella scuola dell'Autonomia è o non è da
considerarsi una figura professionale di elevata
professionalità, che svolge compiti tecnico-scientifici e di
ricerca.
Capite, colleghi, qual è la reputazione che hanno dei docenti
coloro che negano loro l'applicazione di questa norma?
Eppure il principio è stato peraltro ribadito dalla sentenza
della Corte costituzionale n. 322 del 2005, laddove afferma
che “…l’appartenenza di tutte le
categorie di
personale (...) all’amministrazione scolastica non è
sufficiente a superare le profonde differenze esistenti nei profili
professionali del personale docente, da una parte, e di quello
amministrativo, tecnico ed ausiliario, nonché di quello
dirigente dall’altro”; e ancora: “…va osservato che le indicate
tipologie
di personale versano in una situazione di stato giuridico che non ne
consente l'assimilazione in una unica categoria, con la conseguenza che
non è irragionevole la previsione di una diversa disciplina in
materia.”
Il semplice richiedere, ormai da
quasi
vent'anni, questo semplice riconoscimento, ora più che mai
dovuto nella
scuola dell'Autonomia, ci fa guadagnare l'appellativo di "corporativi".
Che cosa si dovrebbe dire allora di quegli stessi sindacati,
evidentemente "non corporativi", che hanno ammesso la contrattazione
separata ad altre categorie, come medici, giornalisti, burocrati, e,
nella
scuola, ai presidi, e che lottano per separare aree contrattuali di
figure amministrative (come i cosiddetti EP - Elevata
Professionalità, nelle amministrazioni universitarie)?
Evidentemente tali sindacati non contestano il principio della separazione delle
aree contrattuali, contestano solo la sua applicabilità al
personale docente della scuola.
Colleghi, non vi lasciate umiliare
dai
sindacati confederali, pretendete il riconoscimento della vostra
professionalità; richiedete l'area separata in quelle sedi
democratiche dei vostri sindacati di riferimento, nelle quali vengono
decise le piattaforme contattuali, non lasciate che altri decidano per
voi!
Pisa, 7 marzo 2007
Il Coordinatore provinciale della Gilda di Pisa
Maurizio Berni.